La tosse è un meccanismo naturale, spontaneo o volontario, che serve a proteggere le vie aeree aiutando a espellere sostanze irritanti o corpi estranei.
Quando persiste per più di 8 settimane si parla di tosse cronica, una condizione clinica frequente, capace di ridurre significativamente la qualità della vita. Si stima che in un’ampia percentuale di casi all’origine di una tosse cronica ci sia il reflusso gastroesofageo o il meno noto reflusso laringofaringeo. Scopriamo cosa è utile sapere sulla tosse da reflusso, cominciando ovviamente con l’approfondire brevemente le condizioni cui è strettamente connessa.
Reflusso gastroesofageo e laringofaringeo
Parlando di reflusso gastroesofageo si fa riferimento alla risalita nell’esofago del contenuto dello stomaco, fenomeno che, entro certi limiti, è fisiologico (solitamente dopo i pasti è normale la risalita di modeste quantità di acido gastrico), ma che quando diventa frequente e in grado di causare sintomi e complicazioni, determina quella che viene definita malattia da reflusso gastroesofageo.
All’origine di questa condizione c’è un malfunzionamento e/o un indebolimento dello sfintere esofageo inferiore, una fascia muscolare circolare che circonda la parte inferiore dell’esofago e che, normalmente, rimane contratta e chiusa e si rilassa principalmente solo dopo la deglutizione per consentire al cibo e ai liquidi di fluire nello stomaco.
Quando a non funzionare correttamente è anche lo sfintere esofageo superiore, ovvero la valvola che permette il passaggio del cibo ingerito dalla faringe all’esofago, il materiale gastrico può arrivare fino alla faringe e alla laringe, irritandone le mucose e causando il cosiddetto reflusso laringofaringeo.
Tipici sintomi del reflusso gastroesofageo sono:
- bruciore di stomaco (o pirosi), che si avverte nella parte alta dell’addome e nella zona toracica dietro lo sterno (bruciore retrosternale) e che può estendersi fino alla gola. Questo sintomo comincia ad avvertirsi generalmente dopo mangiato e può peggiorare se si assume una posizione sdraiata o inclinata in avanti
- rigurgito acido, conseguente alla risalita del contenuto gastrico lungo l’esofago, fino anche alla gola e alla bocca, dove lascia un retrogusto spiacevole.
La malattia da reflusso gastroesofageo può manifestarsi anche con sintomi extraesofagei, in particolare la tosse cronica e un’alterazione della voce (disfonia) persistente.
Nel caso del reflusso laringofaringeo, questi ultimi sono i sintomi più comuni e possono associarsi a irritazione alla gola, infiammazione della laringe, eccesso di muco in gola ecc. Talvolta, ma non sempre, sono presenti anche i sintomi tipici del reflusso gastroesofageo.
Tosse da reflusso: come si manifesta
Le cause della tosse da reflusso non sono del tutto chiare, ma principalmente vengono ricondotte a due meccanismi predominanti:
- teoria del reflusso, secondo cui la risalita di minuscole quantità di acido gastrico verso la laringe e la faringe (reflusso laringofaringeo) ne causa l’infiammazione cronica e una vasta gamma di sintomi tra cui la tosse persistente
- teoria del riflesso, secondo cui la risalita di acido gastrico nell’esofago può irritare e stimolare le terminazioni nervose presenti nella parte esofagea inferiore e, in particolare, attraverso il nervo vago, attivare un riflesso esofageo-tracheobronchiale, che innesca la tosse.
La tosse da reflusso può manifestarsi di giorno e in posizione eretta, scatenata o peggiorata dai pasti, ma può essere anche una tosse notturna. Può inoltre essere una tosse secca o, al contrario, una tosse produttiva, con formazione di elevate quantità di catarro.
Tosse da reflusso: quando sospettarla e come riconoscerla
La diagnosi di tosse cronica da reflusso viene formulata con certezza quando la tosse migliora sostanzialmente o si risolve dopo un trattamento antireflusso. Inoltre, può essere sospettata in presenza di sintomi gastroesofagei, ma anche in loro assenza quando sono state escluse dal medico le altre più comuni cause di tosse secca o produttiva cronica, come fumo attivo o passivo, esposizione a irritanti ambientali o occupazionali, asma ecc.
Per questo le linee guida dell’American College of Chest Physicians raccomandano ai medici di effettuare una approfondita anamnesi clinica del paziente e gestire inizialmente la tosse cronica negli adulti considerando le potenziali cause più comuni, compreso il reflusso gastroesofageo sintomatico.
Il ricorso a esami diagnostici specifici andrebbe invece riservato ai casi in cui una sospetta tosse da reflusso non risponde a tre mesi di terapia antireflusso o nei casi in cui vi sia un forte sospetto clinico che giustifichi un test diagnostico per il reflusso gastroesofageo.
I test attualmente ritenuti più utili per la diagnosi della tosse da reflusso, normalmente impiegati anche per la diagnosi di reflusso, sono la manometria esofagea, che permette di valutare la motilità dell’esofago, e la pH-impedenzometria esofagea nelle 24 ore, che serve a misurare il livello di acidità (pH) dell’esofago e di identificare la frequenza, la durata e la composizione del reflusso.
Soluzioni farmacologiche e non per alleviare la tosse da reflusso
La cura per la tosse cronica da reflusso si basa sul trattamento del reflusso, che prevede in primo luogo
modifiche dello stile di vita. In particolare, è bene seguire un’alimentazione adeguata per promuovere la perdita di peso (in presenza di sovrappeso o obesità), elevare la testata del letto (espediente utile per migliorare i sintomi del reflusso, anche se non ha dimostrato benefici specifici per la tosse da reflusso) ed evitare pasti nelle 3 ore precedenti l’ora di coricarsi.
Per contribuire al benessere della mucosa gastroesofagea può essere utile anche l’assunzione di integratori alimentari a base di sodio alginato (che è in grado sia di formare un gel viscoso che impedisce la risalita del contenuto gastrico, sia di inibire la produzione della pepsina, sostanza dannosa per la mucosa extraesofagea), e di ingredienti come la Musa paradisiaca, ovvero il frutto di banana che contribuisce al controllo dell’acidità e alla funzione digestiva, e l’estratto di Althea officinalis, pianta con proprietà emollienti e lenitive sulla mucosa gastrica e laringofaringea.
Se il medico lo ritiene necessario, possono essere prescritti anche alcuni farmaci per il reflusso, come farmaci antiacidi, inibitori della pompa protonica e antagonisti dei recettori H2.
Quando rivolgersi a uno specialista
In generale è sempre bene rivolgersi al medico curante quando si ha una tosse associata a sintomi riconducibili al reflusso gastroesofageo o che non risponde ai tradizionali farmaci antitosse da banco, tanto più se disturba il sonno e/o le attività di tutti i giorni.
Il medico potrà così indagare la causa sottostante della tosse, il possibile collegamento con l’eventuale reflusso, stabilire il trattamento più appropriato così come valutare il ricorso a esami diagnostici specifici e/o la necessità di rivolgersi a uno specialista.