Quando si parla di pesantezza allo stomaco in genere ci si riferisce a una sensazione di pienezza, tensione, gonfiore e spesso anche di dolore gastrico. Le cause possono essere diverse, dalla cattiva digestione allo stress, fino ad alcune patologie. Scopriamo insieme come prevenire e contrastare questo disturbo.
Le principali cause della pesantezza di stomaco
La pesantezza di stomaco è un sintomo molto comune, imputabile nella maggior parte dei casi a problemi digestivi di varia natura, primo fra tutti la dispepsia, o cattiva digestione. Insieme agli altri sintomi di questa condizione, la pesantezza di stomaco si manifesta generalmente in maniera occasionale, in seguito per esempio a un’alimentazione scorretta, caratterizzata da pasti troppo abbondanti, assunzione di cibi grassi, piccanti o speziati, consumo eccessivo di bevande gassate oppure contenenti caffeina o alcol ecc.
Inoltre, i sintomi della cattiva digestione possono presentarsi in concomitanza con uno stato di stress, in seguito all’assunzione di farmaci (come alcuni antibiotici e antidolorifici), ma anche in presenza di una patologia a carico dell’apparato gastrointestinale, come per esempio la gastrite, ovvero un’infiammazione della mucosa gastrica, o un’ulcera peptica, ovvero una ferita nella parete interna dello stomaco o del duodeno (la parte iniziale dell’intestino tenue).
Sintomi della pesantezza di stomaco e segnali da non sottovalutare
Come già accennato, il termine pesantezza di stomaco viene utilizzato per racchiudere una serie di sintomi come la sensazione di pienezza e fastidio a livello gastrico, che spesso può essere associata a numerosi altri segni caratteristici della cattiva digestione.
I più comuni sono:
- gonfiore addominale
- nausea
- eruttazioni
- rigurgiti acidi
- meteorismo.
Solitamente questi sintomi sono transitori e non devono destare preoccupazione. Tuttavia, è bene richiedere il consulto di un medico se si protraggono per più di due settimane o se si associano ad altre manifestazioni, come per esempio:
- perdita di peso involontaria
- inappetenza
- feci di colore scuro
- affaticamento o debolezza
- dolore al torace
- difficoltà a deglutire
- difficoltà respiratorie.
Cibi da evitare e alimentazione consigliata per una digestione leggera
Per favorire il processo digestivo ed evitare la comparsa di disturbi dello stomaco, è importante in primo luogo seguire buone abitudini a tavola. La prima regola consiste nella scelta degli alimenti, che può essere soggettiva e deve escludere cibi e bevande il cui consumo si associa alla comparsa dei disturbi digestivi. Tra questi sono solitamente inclusi:
- cibi piccanti
- alimenti grassi o processati
- bevande gassate
- caffè e bevande contenenti caffeina.
Inoltre, è bene non eccedere con l’alcol, in quanto è noto che bevande alcoliche e stomaco non sempre vanno d’accordo.
Oltre alla scelta dei cibi da evitare, è importante anche masticare lentamente e a fondo ogni boccone e mangiare poco e spesso, piuttosto che fare solo tre pasti abbondanti al giorno.
Soluzioni farmacologiche e non per alleviare la pesantezza di stomaco
Come appena descritto, per alleviare i sintomi correlati alla cattiva digestione, tra cui la pesantezza di stomaco, è bene in primo luogo seguire uno stile di vita sano che, oltre a una dieta bilanciata, preveda anche una regolare attività fisica, che favorisce le funzionalità gastriche e la perdita dei chili di troppo, che possono esercitare pressione sull’addome, causando fastidi allo stomaco.
Inoltre, possono essere utili tisane digestive alle erbe, come per esempio la menta piperita, oppure, quando è evidente un legame tra stress e digestione, il medico può consigliare attività come yoga, meditazione o esercizi di rilassamento. Inoltre, è bene non mangiare troppo velocemente ma dedicare il giusto tempo al pasto e dormire un numero di ore adeguato.
A queste buone abitudini è possibile anche associare l’assunzione di farmaci da banco che combattono l’acidità gastrica, come per esempio gli antiacidi e gli inibitori della pompa protonica, o che promuovono lo svuotamento dello stomaco, come i procinetici, utili in caso di digestione lenta.
Inoltre, per contribuire al benessere della mucosa gastrica ed esofagea possono essere utili integratori alimentari che contengono il frutto di banana (Musa Paradisiaca), che contribuisce al controllo dell’acidità e alla funzione digestiva, l’Althea Officinalis, dall’azione emolliente e lenitiva sul sistema digerente, e il sodio alginato, che è in grado sia di inibire la pepsina (una sostanza dannosa per la mucosa extraesofagea) sia di formare un gel viscoso che impedisce la risalita del contenuto dello stomaco.
Infine, se i sintomi gastrici dipendono da una terapia farmacologica, per esempio con antidolorifici, in accordo con il proprio medico è bene valutare la possibilità di cambiare il trattamento. Se invece la pesantezza di stomaco è il sintomo per esempio di una gastrite, verrà prescritta una terapia specifica per contrastare la patologia alla base.
Abitudini e consigli pratici per prevenire il disturbo
Per assicurarsi una buona digestione ed evitare quindi fastidiosi sintomi, oltre a una dieta sana ed equilibrata, è possibile seguire alcuni semplici consigli da attuare quotidianamente, come per esempio:
- evitare di praticare attività fisica subito dopo aver mangiato
- masticare lentamente
- perdere i chili di troppo
- non consumare snack nelle ore serali
- non eccedere con l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
- smettere di fumare
- cercare di ridurre ansia e stress
- dopo cena, aspettare 2-3 ore prima di coricarsi.
Quando consultare un medico per la pesantezza di stomaco persistente
Come già accennato, i sintomi della cattiva digestione, come per esempio la pesantezza di stomaco, solitamente sono transitori. In caso si protraggano per più di due settimane, o compaiano in associazione a manifestazioni come per esempio perdita di peso involontaria o difficoltà a deglutire, è bene consultare il proprio medico, che eseguirà un esame obiettivo e raccoglierà informazioni sulla storia clinica e sulle abitudini del paziente. Inoltre, potrà richiedere eventuali esami per approfondire le cause dei sintomi riportati: tra questi, i più comuni sono esami del sangue ed endoscopia del tratto gastrointestinale superiore.