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Dispepsia: cause, sintomi e soluzioni per la cattiva digestione

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Il termine dispepsia deriva dal greco dyspepsia e significa “cattiva digestione”. In genere quando si parla di dispepsia ci si riferisce alla cosiddetta dispepsia funzionale per indicare alterazioni della funzionalità digestiva gastrointestinale non causate da patologie dell’apparato digerente, ma da fattori come abitudini alimentari errate, stile di vita non adeguato, assunzione di alcuni farmaci ecc. 

Le principali casuse della cattiva digestione e i fattori di rischio

La dispepsia funzionale è un disturbo che interessa oltre il 20% della popolazione e si presenta con un’ampia gamma di sintomi, tra cui dolore alla bocca dello stomaco, senso di sazietà precoce e pienezza dopo i pasti.

La dispesia è conseguenza di alterazioni del processo digestivo che possono essere imputate a diversi fattori:

  • problemi nello svuotamento dello stomaco. Di norma, lo stomaco si rilassa e si dilata per accogliere il cibo, ma in alcune persone questo meccanismo potrebbe essere alterato, portando a una sensazione di pienezza. Oppure è possibile che siano compromessi i segnali coinvolti nello svuotamento gastrico, con conseguente ristagno del cibo e accumulo di gas nello stomaco
  • allergie alimentari, in quanto se non diagnosticate possono causare infiammazione e determinare sintomi come nausea, gonfiore addominale e dolore
  • infezione da Helicobacter pylori, che può causare un’infiammazione cronica (gastrite) della mucosa dello stomaco e ulcere con sintomi digestivi. Per questo motivo si raccomanda sempre di eseguire il test per l’Helicobacter pylori in chi soffre di dispepsia
  • ipersensibilità viscerale, che si manifesta quando il sistema nervoso è particolarmente sensibile e può rispondere allo stress e a fattori emotivi con sintomi fisici. 

Accanto a questi fattori causali, si possono annoverare anche una serie di fattori di rischio che possono contribuire alla cattiva digestione. I principali sono ansia e depressione, assunzione di alcuni farmaci (tra cui gli antinfiammatori non steroidei), abuso di alcolici, fumo di sigaretta, abitudine a mangiare velocemente, cattiva masticazione, consumo di “cibo spazzatura”.

Sintomi tipici della dispepsia e come riconoscerli

I tipici sintomi della dispepsia funzionale sono: 

  • dolore alla bocca dello stomaco 
  • bruciore di stomaco
  • sazietà precoce.

Sulla base dei sintomi, la dispepsia funzionale può essere anche classificata in tre sottotipi:

  • sindrome del dolore epigastrico
  • sindrome da sofferenza postprandiale
  • una combinazione di queste due. 

La sindrome del dolore epigastrico è caratterizzata da sintomi associati a dolore e bruciore nella parte superiore dell’addome.

La sindrome da distress postprandiale è caratterizzata da sintomi che si manifestano dopo aver mangiato, tra cui sensazione precoce di pienezza, gonfiore, perdita di appetito, eruttazione eccessiva, nausea e conati di vomito.

I sintomi alleviati da flatulenza o defecazione non sono in genere considerati parte della dispepsia, mentre il vomito persistente potrebbe suggerire una condizione coesistente.

L’importanza della diagnosi e degli approfondimenti medici

La dispepsia funzionale viene diagnosticata nel momento in cui non viene identificata alcuna patologia gastrica responsabile dei sintomi riferiti dal paziente. In particolare, si può parlare di dispepsia funzionale quando è presente almeno un sintomo caratteristico (sazietà postprandiale, dolore alla bocca dello stomao, bruciore epigastrico, sazietà precoce) da tre mesi, con esordio almeno 6 mesi prima della diagnosi e ricadute sulla qualità di vita.

Per la diagnosi di dispepsia funzionale bisogna quindi escludere eventuali patologie, motivo per cui può rendersi necessaria l’esecuzione di una serie di accertamenti. In genere si inizia con test di laboratorio, che comprendono, tra gli altri, esami per la celiachia, test per valutare la funzionalità della tiroide e i livelli di marcatori infiammatori, nonché con esame delle feci o il cosiddetto test del respiro per verificare o escludere la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori.

In alcuni casi il medico può prescrivere anche esami strumentali che includono l’esofagogastroduodenoscopia con biopsia e l’ecografia addominale.

Stile di vita e alimentazione per migliorare la digestione

Per gestire la dispepsia possono giovare in primo luogo alcuni accorgimenti inerenti l’alimentazione e lo stile di vita.

Sul fronte della dieta, un’alimentazione equilibrata è il primo passo da compiere. Bisogna cercare di fare attenzione a quei cibi che sembrano scatenare i sintomi ed eliminarli o, quantomeno, limitarne l’assunzione. Anche abitudini alimentari corrette, come fare piccoli pasti e masticare lentamente, possono aiutare a prevenire o contrastare la dispepsia.

Inoltre, seguire regolarmente stile di vita sano, che preveda una regolare attività fisica, buone abitudini del sonno per assicurarsi di dormire a sufficienza e, se opportuno, la perdita di peso, può avere ricadute positive sui sintomi digestivi. 

Soluzioni farmacologiche e non per la dispepsia

Accanto a dieta e stile di vita sano, per contribuire al benessere della mucosa gastrica ed esofagea possono essere utili integratori alimentari che contengono il frutto di banana (Musa Paradisiaca), che contribuisce al controllo dell’acidità e alla funzione digestiva, l’Althea Officinalis, dall’azione emolliente e lenitiva sul sistema digerente, e il sodio alginato, che è in grado sia di inibire la pepsina (una sostanza dannosa per la mucosa extraesofagea) sia di formare un gel viscoso che impedisce la risalita del contenuto dello stomaco. 

Tra i farmaci che possono essere impiegati nel trattamento della dispesia funzionale rientrano per esempio gli inibitori della pompa protonica, che consentono di ridurre l’acidità gastrica, e rimedi per la digestione lenta come i farmaci procinetici, che favoriscono lo svuotamento dello stomaco.

Quando i test rilevano la presenza dell’Helicobacter pylori occorre eradicare questo batterio con una terapia antibiotica mirata che, in genere, porta a un miglioramento dei sintomi. 

Quando consultare un medico per una cattiva digestione persistente

La dispepsia funzionale è una condizione benigna, anche se può provocare notevole disagio sia fisico sia psicologico, con ricadute negative sulla qualità della vita del paziente. 

Se i sintomi persistono, tendono a peggiore o compaino alcuni campanelli d’allarme, come perdita di peso involontaria, difficoltà a deglutire, vomito persistente, è bene rivolgersi al proprio medico o al gastroenterologo che valuterà l’opportunità di ulteriori approfondimenti.

16 Giugno 2025

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